Artisti a confronto: Pierre Puvis de Chavannes e i suoi contemporanei

Pierre Puvis De Chavannes, Fanciulle in riva al mare, 1879

Pierre Puvis De Chavannes nasce a Lione il 14 dicembre 1824.

Figlio di un ingegnere minerario decide di seguire le orme del padre, ma a causa di una grave malattia si trova ben presto obbligato ad abbandonare questo destino. 

Di qui il giovane compie un viaggio in Italia entrando in contatto per la prima volta con l’arte: inutile dire che l’atmosfera carica di bellezza e suggestione lo avvolge tanto da decidere che la pittura sarebbe stata la sua unica vocazione.

 

Di ritorno dal suo soggiorno mediterraneo, lo studio della pittura inizia prima presso l'atelier di Eugene Delacroix e in seguito presso quello di Thomas Couture, entrambi artisti romantici.

Il pittore però non segue con molta passione le lezioni, preferendo lavorare in solitudine, senza l’aiuto di nessuno e osservando i grandi maestri della storia francese, in particolare Ingres.

Chiaro, nelle sue pitture, è il rifiuto per l’arte impressionista che in quegli anni incalza l’ambiente artistico parigino, anzi decide proprio di lavorare in parallelo a questa, dedicandosi così ad una pittura più decorativa e ricca di riferimenti allegorici che ispirano i successivi artisti simbolisti. 

All’età di trent’anni espone al Salon le sue opere: molte sono le critiche e i rifiuti.

Rispetto ad alcuni colleghi, in realtà l’arte di De Chavannes mantiene uno stile classicista, ma la sua pittura risente di una notevole rivisitazione contemporanea che i critici del tempo non riescono ancora a comprendere.



Pierre Puvis De Chavannes, Il Sogno, 1883



Per molti anni il suo lavoro rimane pressoché sconosciuto e l
a fama arriva solo quando il governo francese acquista una sua opera: la sua pittura è decorativa, a ricordare la tecnica ad affresco, è imponente, dettata da linee severe e allo stesso tempo delicate, De Chavannes non segue nessuna corrente specifica, sembra muoversi da sé rispetto ai suoi contemporanei.


Infatti, a differenza di alcuni colleghi legati al gusto classicista di metà 800, quello di De Chavannes è un intervento pregno di significati nascosti, simboli occulti e composizioni insolite, inevitabile è dunque il lascito artistico, probabilmente così importante da ispirare gran parte degli artisti legati alla tradizione post impressionista e non solo simbolista.


I dipinti di Gauguin, per esempio, prendono molto spunto dalla linea dell'artista, ma soprattutto dal suo modo di lavorare per allegorie.

Nell’opera Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? ritroviamo tanto di Tra arte e natura di Pierre Puvis De Chavannes: i contorni marcati delle figure, il significato di ogni singolo elemento, lo studio di una composizione generale specifica, addirittura la figura centrale posta nella stessa posizione.



Pierre Puvis De Chavannes, Tra arte e natura, 1888


Paul Gauguin, Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo?, 1897



Non solo Gauguin, ma anche un giovane Picasso precubista, sente dell'influenza di De Chavannes: con i suoi Periodi blu e rosa ci riporta chiaramente al gusto dell’artista francese.


Pablo Picasso, Poveri in riva al mare, 1903



Pierre Puvis De Chavannes muore il 24 ottobre 1898, non ancora settantaquattrenne.

Nonostante l'artista ancora oggi non sia citato in molti manuali, la sua importanza è stata fondamentale per i più famosi artisti che noi oggi inseriamo nelle Avanguardie di inizio Novecento. 

Informarsi e osservare quello che sta attorno ad un dato artista, il periodo storico che vive, le sue frequentazioni, i colori e le composizioni utilizzate, è fondamentale per poter comprendere al meglio alcune soluzioni artistiche adottate da quest'ultimo.

Bisogna sempre essere curiosi e guardare il complesso per comprendere al meglio i passaggi fondamentali della storia dell'arte.



Chiara Bazzotti


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