Vasilij Kandinskij, Franz Marc e il Der Blaue Reiter
Vasilij Kandinskij e Franz Marc fondano il gruppo del Blaue Reiter (il "Cavaliere azzurrro").
Monaco alla fine degli anni '90 e l'inizio del nuovo secolo è una cittadina che vive di arte: molti sono i giovani che qui si muovono da tutta Europa per essere aggiornati sulle ultime novità artistiche.
In questi stessi anni, nel 1909, sorge La nuova associazione degli artisti di Monaco, preseduta dallo stesso Kandinskij ed è proprio dalla scissione di questo gruppo che pochi anni dopo nasce il Blaue Reiter.
La nuova associazione degli artisti di Monaco è però fondamentale per comprendere la nascita dell'altro gruppo. Con l'Associazione due sono le mostre che organizzano alla Galleria Moderna di Tannhäuser e alla seconda, arrivano da Parigi artisti come Rouault, Derain, Van Dongen, Vlaminck (del quale ho parlato recentemente in un altro articolo), Picasso e Braque, quindi tutti i vecchi fauves e i nuovi cubisti.
Negli stessi anni, in Germania, spopolano gli espressionisti, con il gruppo dei Die Brücke, che si contrappone alla poetica pittorica di Kandinskij e dei suoi amici più stretti.
A differenza del gruppo dei Die Brücke con il quale condividono la negazione per l'impressionismo, il positivismo e per la società, non sono interessati a scaricare sulla tela le frustrazioni del presente o a ricercare un contatto con il primordiale, il Blaue Reiter vuole invece purificare i propri istinti cogliendo l'essenza spirituale della realtà.
Il temperamento del gruppo quindi, come possiamo intuire dai componenti stessi, è dai modi raffinati, quasi aristocratici.
Probabilmente la scissione da parte di Kandisnkij a La nuova associazione degli artisti di Monaco trova le sue ragioni in un semplice contrasto estetico, Lo spirituale nell'arte era già pronto o quasi, e proprio in questo libro, scritto dall'artista stesso, troviamo tutta le poetica kandiskiana che ormai cozza con l'estetica del gruppo; insieme a lui esce dall'Associazione anche Marc e così nel 1912 nasce il Blaue Reiter, unendo due artisti decisamente molto affini.
Il nome del gruppo deriva dall'amore di Kandinskij per l'immagine dei cavalieri delle fiabe russe, che spesso riporta sulle sue tele, alla passione estetica che Marc ha per i cavalli, protagonisti di molte sue opere, entrambi poi nella nota del blu ritrovano il colore della spiritualità: il nome è quindi trovato!
La prima mostra risale al 1911, a Monaco, e la seconda viene organizzata l'anno successivo alla quale prende parte anche Paul Klee e nell'ottobre del 1913 vengono invitati al Primo salone d'autunno di Berlino.
La concezione artistica è mistica, non cercano l'evasione dalla realtà verso luoghi selvaggi, come negli stessi anni fa Gauguin, cercano invece nella natura lo spirituale, l'intima verità della realtà, non rappresentano un Nirvana ormai compiuto ma il processo di ascesi alla pratica spirituale.
I due protagonisti del gruppo hanno comunque un approccio diverso all'arte, come si può vedere dai quadri qui sopra riportati, pur mantenendo una stessa ideologia di fondo.
Kandinskij nasce nella Mosca del 1866 e proviene da studi di legge e si avvicina all'arte ormai maturo, ma le sue idee sono rivoluzionarie e il fatto che il suo libro, nel momento d'uscita, sia ristampato più volte, dimostra che molti artisti meditano nello stesso momento sulle stesse tematiche.
Quello di Kandinskij non è comunque un approccio all'arte da neofita che muove i primi passi, il suo è un approccio maturo, l'arte per Kandinskij deve muoversi in un senso: da greve realtà materiale deve andare verso un'astratta libertà pura e per giungere a ciò necessita dei colori e della musica, perché questi muovono direttamente dal profondo le corde dell'anima.
L'uomo che dentro di sè non ha la musica, che l'armonia dei suoni non commuove, è incline al tradimento, al furto, alla perfidia; buia come la notte è la sua intelligenza, oscuro come l'Erebo è il suo pensiero. Diffida di quest'uomo! "Ascolta la musica!" 1
E proprio grazie a queste conclusioni giunge a scoprire nuove leggi basilari del colore, che, staccate dalla sfera mistica alla quale Kandinskij le lega, diventano scoperte determinanti per molte soluzioni figurative contemporanee.
Il gruppo ha breve vita, del 1914 è l'ultima mostra, e la sempre più vicina guerra portano allo scioglimento definitivo. Nonostante questo le conclusioni artistiche dei loro creatori sono destinate ad avere un gran peso nella futura vita artistica europea.
1. Mario de Micheli, Le avanguardie artistiche del Novecento, Milano, Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano, 2005, pp. 115
Chiara Bazzotti





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